Daniela Angelucci's book Filosofia del cinema (2013) offers a conception of cinema as "a place for the production of thought", which involves a dialectic between vision and narrative. The critical reading offered here argues that films essentially produce a perceptual experience, which constrains the capacity of cinema to function as a form of thought comparable to philosophy. Il libro di Daniela Angelucci, Filosofia del cinema (2013), propone una concezione del cinema come «luogo di produzione del pensiero», che comporta una dialettica fra visione e racconto. La lettura critica che qui se ne offre insiste sul fatto che i film producono essenzialmente un'esperienza percettiva, che limita la capacità del cinema di funzionare come una forma di pensiero paragonabile alla filosofia.