Quale futuro per le spiagge italiane a seguito dell'attuale processo di revisione delle modalità di concessione degli arenili? I nuovi bandi per la stipula delle concessioni demaniali marittime dovranno garantire trasparenza e competizione secondo le indicazioni della Direttiva 2006/123/CE e, allo stesso tempo, una rinnovata qualità del servizio turistico. Le spiagge sono componenti del tutto integrate e interdipendenti ai sistemi urbani, in termini di paesaggio, di spazio pubblico, di servizi pubblici e privati, di economie dirette e indirette, locali e territoriali.
L'attenzione posta sull'arenile e la costa nel suo complesso come servizio ecosistemico inverte la prospettiva. Il potenziamento naturale dell'ecosistema marino nel suo punto di contatto con la città e i territori urbanizzati appare come un'opportunità per contenere la vulnerabilità del retroterra. In tal senso, la prospettiva del metromarino induce all'individuazione di relazioni virtuose possibili di complementarietà e di solidarietà fra l'ambito costiero e il suo retroterra urbanizzato esteso. Come far si che una necessità di carattere normativo sui beni pubblici in concessione diventi un'opportunità di innovazione e non produca disequilibrio? Quali valori riconoscere? Quale progetto di città e territori, di accessibilità e del servizio, a fronte di rinnovate sfide quali l'adattamento al cambiamento climatico e una meno prevedibile esposizione ad eventi inattesi?