The article analyzes the Italian experience about the TAP gas pipeline, in the framework of Odum’s theory of the “tyranny of small decisions” and the climate challenges, inaugurated by the Paris Agreement of 2015. The actions of the Italian Government narrate a national “strategy”, which does not fully correspond to the European objectives of legitimizing energy decisions, based on deliberative democracy, and with the new climatic constraints to be achieved. On the contrary, the State has bound itself to TAP with a Treaty, explicitly inspired by the logic of the “capture” of the regulation. This situation has fueled social conflict in opposition to the project. L’articolo analizza l’esperienza italiana in merito al gasdotto TAP, nel quadro della teoria di Odum della “tirannia delle piccole decisioni” e rispetto alle sfide sul clima, inaugurate dall’Accordo di Parigi del 2015. I provvedimenti del governo italiano narrano di una “strategia” nazionale, che non trova piena corrispondenza con gli obiettivi europei di legittimazione delle decisioni energetiche, fondati sulla democrazia deliberativa, e con i nuovi vincoli climatici da realizzare. Al contrario, lo Stato si è vincolato a TAP con un Trattato, esplicitamente ispirato alla logica della “cattura” del regolatore. Questa situazione ha alimentato la conflittualità sociale nei confronti del progetto.