Il saggio studia la situazione delle istituzioni educative e culturali italiane operanti in Europa centro-orientale nel periodo compreso tra la fine del regime fascista e l’inizio degli anni Cinquanta, concentrandosi in particolare sulle scuole italiane e sugli Istituti di cultura italiana all’estero, nonché sui corsi di lingua e letteratura italiana attivi presso atenei stranieri. Vengono presi in esame i casi dell'Ungheria e della Cecoslovacchia, allo scopo di mettere in luce le modalità con cui il personale direttivo e insegnante fece fronte prima alle vicende belliche e poi al radicale mutamento politico che caratterizzò i paesi di quell’area geografica nel dopoguerra.