Tra vecchi nazionalismi, difficoltà socioeconomiche e problemi
istituzionali, il processo di integrazione europea si trova in un prolungato
momento di grande difficoltà. Nelle rinnovate istanze di autogoverno di
quelle che un tempo erano chiamate «nazioni proibite» si colgono segnali
interessanti che rilanciano proprio l’Europa «unita nella diversità». In
questo contesto si colloca il caso friulano, caratterizzato oggi come in
passato dall’intreccio tra rivendicazioni culturali e politiche e da significative connessioni tra le une e le altre e la dimensione europea, di cui si
propone un sintetico profilo, tra storia e attualità e tra elaborazioni
teoriche e esperienze di organizzazione e mobilitazione.