L’immagine di Venezia è di ineguagliata persistenza nell’immaginario collettivo globale. Questa è esito di una nuova geografia risultante da un rapporto ontologico con le acque tradotto nella continua – e a volte radicale – modificazione di un habitat fragile, per molti secoli oggetto di cura e manutenzione quotidiane. Attività che già a partire dall’età moderna erano affidate non solo a una comunità scientifica dalle diverse anime – idraulica, cartografica, geografica, architettonica – che seguiva metodi rigorosi, ma anche alla tradizione
orale e a una manualità e operatività tramandate da valligiani, pescatori e barcaioli. Le incessanti attività di cura e modificazione si relazionavano da un lato al mito delle origini della città e al mantenimento di una naturalità ideale, dall’altro a cambiamenti e urgenze dettati da fenomeni naturali.