L’articolo si focalizza inizialmente su un approccio intersezionale a temi come l’accessibilità e la qualità dei servizi educativi nei confronti di bambini e famiglie con retroterra migratorio. Prosegue poi suggerendo che il gioco può essere considerato come un campo in cui esplorare le intersezioni fra diverse culture del gioco e fra diverse pedagogie del gioco. Inoltre, il contributo sottolinea l’importanza per insegnanti ed educatori di riflettere – in una prospettiva di tipo postcoloniale – sulle proprie culture professionali del gioco. Infine, l’articolo suggerisce alcuni primi spunti su come potrebbero essere utilizzati – nella ricerca interculturale all’interno di contesti educativi eterogenei per la prima infanzia – alcuni elementi di uno strumento per l’autovalutazione delle
pratiche ludiche (Savio, 2011) da parte di insegnanti ed educatori.