Lazzaro Soranzo (circa 1555-1602), figlio naturale di un patrizio veneziano di orientamento filocuriale, ricevette dalla famiglia paterna una solida educazione umanistica, che favorì il suo inserimento alla corte pontifica nell’ultimo decennio del 500. Cameriere di papa Clemente VIII, svolse un’attività pubblicistica a favore della politica della Santa Sede. Viene in particolare analizzato il suo opuscolo L’Ottomanno, vivace e ben documentata descrizione dell’impero turco volta a promuovere un’alleanza dei principi cristiani contro il Sultano. L’opuscolo, che ebbe grande successo editoriale, suggeriva a Venezia una politica antiottomana, in contrasto con gli orientamenti del governo marciano: perciò l’autore fu condannato dal Consiglio dei Dieci alla pena del bando e non riuscì più rientrare a Venezia.