L’articolo analizza i profili evolutivi della popolazione di Trieste, mettendo in luce come il persistente calo della natalità e l’invecchiamento strutturale abbiano profondamente ridefinito la composizione sociale della città. A fronte di un lungo “inverno demografico”, con saldi naturali costantemente negativi, si registrano negli ultimi anni segnali di inversione grazie a flussi migratori crescenti e diversificati, capaci di riequilibrare parzialmente la dinamica demografica e di apportare nuova vitalità. In tale contesto, emergono interrogativi strategici sul futuro: quale ruolo potranno svolgere i nuovi residenti, gli studenti universitari e i giovani lavoratori nel rinnovare il tessuto sociale ed economico? E come affrontare le sfide legate all’integrazione, alla precarietà occupazionale e alla sostenibilità del welfare in una città che rischia di percepirsi “anziana”? Le risposte a queste domande richiedono politiche lungimiranti, in grado di coniugare inclusione sociale, valorizzazione del capitale umano e capacità attrattiva.