La crescente importanza delle reti internazionali nelle filiere agro-alimentari pone in misura sempre più rilevante e urgente la necessità di riflettere in un’ottica interscalare sulla sostenibilità di queste produzioni e, in particolare, sull’utilizzo globale delle risorse naturali in esse impiegate, a cominciare da quelle idriche. L’agricoltura rappresenta il settore che più consuma acqua dolce a livello globale.
Vista la distribuzione disomogenea di tali risorse, gli scambi di prodotti agricoli potrebbero rappresentare una possibile soluzione efficiente di utilizzo dell’acqua dolce se i flussi commerciali fossero diretti da Paesi con maggiori risorse idriche (sia in termini fisici che economici) a Paesi con minore presenza, accesso ed efficienza nell’uso dell’acqua. Tuttavia, non essendo le caratteristiche ambientali e le disponibilità di risorse dei singoli Paesi gli unici fattori in gioco, gli scambi internazionali di commodities agricole tendono, invece, a rafforzare inefficienze ed iniquità, anche nell’utilizzo e (re)distribuzione delle risorse idriche.
Per una corretta valutazione della sostenibilità delle complessive filiere agro-alimentari, risulta quindi fondamentale ragionare alla scala globale indagando più attentamente quali siano le risorse idriche incorporate nei flussi di prodotti e come queste vengano scambiate.
Il presente contributo propone, al riguardo, una metodologia di analisi e rappresentazione geo-cartografica fondata su un indicatore internazionale di acqua virtuale delle produzioni alimentari e la mappatura delle sue espressioni.