L'articolo analizza la traiettoria personale, politica e professionale di Betty Friedan, autrice di uno dei più importanti testi del femminismo americano della seconda ondata, "La mistica della femminilità". Rintraccia le continuità tra il suo attivismo politico del secondo dopoguerra e quello degli anni Trenta, e i nessi tra le sue riflessioni femministe e quelle proprie dei cosiddetti "social critics".