Il volume, attento all'epistemologia e alla metodologia storiografica, è contrassegnato da una forte attenzione nei confronti di alcuni "protagonisti" del mondo medievale, e in particolare di Pier Damiani, di Gregorio VII, di Urbano II, di Bernardo di Clairvaux, e via dicendo, né vi sono trascurate acune rilevanze di carattere "ereticale". Nella prospettiva di una riflessione che si estenda anche alle zone di confine dell'Adriatico nordorientale nel corso del Medioevo, sono indagati con vivo interesse alcuni personaggi e alcune tematiche tipiche della "frontiera": Paolino di Aquileia, Paolo Diacono, alcuni Salteri, e diverse problematiche connesse con la storia medievale degli Slavi del sud (e in particolare con la loro cristianizzazione) concludono una trattazione piuttosto ricca, ma tuttavia sostanzialmente "aperta" ad ulteriori sviluppi.