Scoperto quasi due secoli fa da Jean-François Boissonade, il testo edito da Richard Foerster nel 1913 come Decl. 51 del corpus di Libanio non è finora stato oggetto di alcuno studio specifico e non è mai stato tradotto in lingua moderna. Questo contributo fornisce nuove argomentazioni contro la sua attribuzione a Libanio; propone di classificarlo come etopea anziché come declamazione e di attribuirlo ipoteticamente a Gregorio di Cipro. La nuova edizione critica è basata sul Neap. II E 4 (antigrafo del Par. gr. 2720, unico testimone noto a Foerster) ed è corredata da una traduzione e un commento.