Per spiegare l’inizio del consolidamento democratico dopo il 1989, venivano presentate per due spiegazioni: il fattore coercitivo esterno (la fine del comunismo, che non rendeva più necessaria il sostegno degli Usa verso i regimi militari, il “male minore”), e il legame fra libertà economiche e politiche: l'ipotesi “riflettivista” (alla Lipset). Il mutamento delle istituzioni politiche era collegato al lancio delle riforme liberiste, che era confermata dai molti casi di correlazione (diretta e inversa, come in Venezuela, con il regime ibrido di Chavez e il debole liberismo) fra i due tipi di riforme. In letteratura erano più diffuse le tesi neo/marxiste sul rapporto inverso fra mercato e democrazia, che però era stato confermato solo dal Perù di Fujimori per un brevissimo periodo. La dotazione di risorse naturali in AL non rappresentava un fattore che favoriva l’autoritarismo, come ipotizzato per l’insieme dei paesi di sviluppo; ciò valeva per il Venezuela, ma non per il Messico.