Usando i libri di conto dei camerari della pieve di Santa Maria di Gemona, si ricostruisce la struttura, le modalità operative e le dimensioni dell'assistenza ai poveri (anche temporanei) nella cittadina pedemontana friulana tra Tre e Quattrocento. Si evince una attenta consapevolezza dei bisogni degli appartenenti alla comunità, anche mediante una amministrazione pubblica che si dotava di strumenti scritti di controllo e di memoria, ma anche una apertura alle necessità di estranei.