Il contributo delinea la figura controversa di Giusto Fontanini (1666-1736), dei suoi difficili rapporti con Ludovico Antonio Muratori, della sua Biblioteca dell’eloquenza italiana uscita nel 1706 e poi in revisioni successive. Lo studio include l’edizione del 1753, fitta di annotazioni, aggiustamenti e integrazioni di Apostolo Zeno. Sul bibliografico e filologico sono messe in rilievo gli apporti delle opere del Boccaccio. In particolare è preso in esame un passo corrotto dell’Amorosa Visione nel testo critico di Vittore Branca (vv. 82-84, p. 182). Il luogo riguarda Ezzelino e l’attributo di Signore di Honara/Navarra. Il Fontanini avverte con lucidità il problema delle oscillazione della tradizione dei nomi propri in Boccaccio. L’erudito ha inoltre piena consapevolezza del valore degli studi del Salviati e del Borghini sul Decameron. D’altra parte, però, mostra un limite nell’eccessiva inclinazione verso pregiudizi moralistici nella interpretazione del capolavoro del Boccaccio.