L'autore ha incentrato l’attenzione sugli effettivi comportamenti messi in campo da marinerie, capitani, mercanti, finanzieri, assicuratori, corsari e apparati statali per praticare concretamente commercio e neutralità nel Mediterraneo nel corso della Guerra d’Indipendenza americana. Se la neutralità assume il ruolo di fattore determinante per il raggiungimento e mantenimento degli equilibri economici internazionali, e quindi per la capacità di condurre le operazioni belliche, le pratiche reali erano elemento centrale in questo, anche nel determinare la distribuzione effettiva di costi e benefici della guerra tra i diversi attori coinvolti. In tal modo il punto di vista delle pratiche della neutralità diventa punto di osservazione privilegiato per analizzare i modi delle relazioni tra guerre e commerci.