Purtroppo, la ricezione di Janko Polić Kamov da parte italiana
è molto modesta. Il fenomeno kamoviano meriterebbe maggior
interesse per tutta una serie di problemi che rimangono ancora
aperti, soprattutto quello del suo inquadramento nell'ambito
della letteratura croata. Nelle storie italiane della letteratura
croata viene trattato alquanto frettolosamente sia da Arturo
Cronia nella sua Storia della letteratura serbo-croata del
1956 sia più tardi da Bruno Meriggi nelle Letterature della
Jugoslavia del 1970. Il Cronia inoltre inserisce due poesie di
Kamov nell’antologia Le più belle pagine della letteratura
serbo-croata del 1963 e precisamente P. S. (Post scriptum) e
Pjesma nad pjesmama (Cantico dei cantici), ma quest’ultima
soltanto parzialmente.
In epoca più recente si è occupata di Kamov quasi esclusivamente
una giovane studiosa, Rosalba Asìno, laureatasi all’Università
di Udine nell’a. acc. 2003-2004 con la tesi La problematica
kamoviana entro ed oltre la tradizione letteraria croata.
La stessa ha pubblicato alcuni articoli su Kamov ed inoltre
la traduzione della raccolta poetica Psovka. La bestemmia,
Campanotto Editore, Udine 2005. Nel 2009 ha tradotto il
romanzo Isušena kaljuža