Il saggio analizza le cause del pretorianesimo pakistano nella sua fase iniziale. Esso evidenzia le differenze esistenti tra il militarismo pakistano e alcuni casi noti di pretorianesimo del mondo mediorientale e asiatico. In particolare, pone in luce la sostanziale mancanza nel caso pakistano di alcuni dei fattori storici principali che hanno causato l’ascesa del fattore militare nei casi più noti, come il legame con il processo di modernizzazione e con i movimenti nazionali. Al tempo stesso evidenzia come i militari pakistani abbiano costruito il proprio ruolo dominante, dopo il 1947, basandosi in parte sui propri tradizionali ruoli di garanti della sicurezza nella regione nordoccidentale, anche sfruttando la cultura politica autoritaria di origine coloniale, e facendo riferimento alla tradizione di proiezione della forza militare angloindiana verso l’Iran e la regione del Golfo. Il discorso militare si è imposto come dominante nel dibattito pubblico a spese delle altre necessità di state-building, d’inclusione e di rappresentanza politica. In definitiva le forze armate pakistane hanno acquisito la supremazia sulle istituzioni elette e poi sulla burocrazia civile nel periodo 1947-58 per tre ragioni principali: la debolezza istituzionale che ha caratterizzato lo Stato dopo la sua formazione nel 1947; la percezione di debolezza delle sue élite, civili e militari, dinanzi alla forza militare dell’India; la costruzione di un rapporto privilegiato tra l’istituzione militare e gli alleati internazionali, in specie gli Stati Uniti. Questi hanno garantito ai militari pakistani dal 1954 in avanti l’accesso ad una fonte di finanziamento esterno sostanzialmente autonoma da condizionamenti politici interni.