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Opzioni

CRANIOPLASTICHE CUSTOM MADE

ZANOTTI, BRUNO
2014-03-07
  • doctoral thesis

Abstract
“Cranioplastica” identifica sia la protesi, sia l’atto chirurgico per allocarla. Chi studia l’argomento non può quindi esimersi dalla contaminazione e continua osmosi fra i risultati della ricerca di base (materiali, prototipazioni custom made, osteomimesi) e la ricaduta clinica (soluzioni tecniche e chirurgiche innovative). La visione d’insieme dell’argomento, con un inquadramento sui materiali, sulla tecnologia “su misura”, sulle tipologie di protesi e sulle varie applicazione possibili è essenziale per meglio focalizzare di “cosa si sta parlando” (Capitolo 1: La cranioplastica). Ma qualsiasi approfondimento presuppone un attento studio epidemiologico (Capito 2: Panoramica delle criticità). L’analisi della casistica mondiale di quasi 3.000 protesi “su misura” in idrossiapatite porosa (HA) ha permesso di confermare non solo che gli eventi critici sono le fratture (1,66%) e le infezioni (1,77%), ma di comprendere come questi possono essere influenzati dall’area cranica coinvolta e dallo stato clinico del Paziente. Sebbene la protesi in HA presenti una fragilità primaria, questo suo principale limite può essere amplificato da una errata progettazione del manufatto e da una non ottimale collocazione durante l’atto chirurgico. Infatti, le prove di carico su un modello sperimentale (Capitolo 3: Il peso dell’errore “umano” sulla fragilità della protesi) hanno evidenziato che i punti di criticità della protesi, se progettata in modo non ottimale, sono sottoposti ad un carico maggiore che può andare dal 50% all’80% in più rispetto alla cranioplastica realizzata e posizionata correttamente. Anche da questo, la ricaduta clinica con una disamina critica e propositiva (Protocollo Simpson) di come affrontare e cercare di risolvere le problematiche inerenti le cranioplastiche, basandosi soprattutto sull’esperienza personale (Capitolo 4: L’affinamento della tecnica chirurgica per prevenire le complicanze. Capitolo 5: La validazione della tecnica di demolizione-ricostruzione cranica in un unico tempo e l’innovazione del craniofilling. Capitolo 6: La complicanza più temibile per il mantenimento della protesi).Il raggiungimento di una stabilità secondaria della protesi può essere accelerato favorendo l’osteomimesi grazie all’utilizzo dei fattori di crescita (Capitolo 7: La rigenerazione ossea e dermica nelle cranioplastiche in idrossiapatite porosa). Affrontare la galassia “cranioplastica” è, comunque, sempre un work in progress (Capitolo 8: Le prospettive future). Già adesso sappiamo, ad esempio, che l’HA può essere lavorata, nello stesso pezzo, in due modalità: superficialmente in modo compatto (come la corticale ossea) ed in profondità in modalità porosa, come è realizzata per ora, al fine di mantenere la caratteristica essenziale per l’osteomimesi. Quest’ultima probabilmente potrà trovare nuovo impulso non solo nell’utilizzo di fattori di crescita, ma grazie alla magnetizzazione della protesi stessa.
Archivio
http://hdl.handle.net/11390/1132540
http://hdl.handle.net/10990/457
Diritti
open access
Soggetti
  • Cranioplasty

  • Custom made

  • Hydroxyapatite

  • Neuronavigation

  • Cranioplastica

  • Custom made

  • Indossiapatite

  • Neuronavigatore

  • Settore MED/43 - Medi...

Visualizzazioni
3
Data di acquisizione
Apr 19, 2024
Vedi dettagli
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