L’“Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra” (ANMIG) fu fondata a Milano già nel 1917. Uno dei fondatori, il mutilato di guerra Carlo Delcroix, portò l’attenzione nazionale sui bisogni degli invalidi. In tal modo ottenne anche un’influenza politica e in breve si giunse a un accordo con i Fasci di combattimento, movimento che nel 1921 si trasformò in Partito Nazionale Fascista. Il 4 novembre 1928 venne inaugurata a Roma la “Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra” costruita dall’architetto Marcello Piacentini come “luogo di combattimento e di preghiera”, dunque con una pretesa chiaramente sacralizzante. I dipinti nella calotta absidale e nelle lunette laterali della Sala delle Adunanze, che riecheggiano motivi cristiani, furono realizzati da Antonio Giuseppe Santagata, che era stato ferito in guerra; tra i vari soggetti sono rappresentati la partenza per la guerra, l’assalto e il ritorno dei soldati. Nel pannello principale del ‘Ritorno’ è raffigurato il sarcofago del Milite Ignoto coperto dalla bandiera nazionale, che viaggiò in treno da Aquileia a Roma per essere sepolto nell’Altare della Patria. Nella parte destra della fascia inferiore è raffigurata una veduta di Aquileia risalente al XVI secolo e, sul lato opposto, sempre come veduta, Roma con il Vittoriano collocato al centro della città. Altri pannelli mostrano l’integrazione di ex soldati (invalidi di guerra) nella ‘nuova’ società. Il ciclo di dipinti di Santagata è un’importante testimonianza della fase iniziale dell’arte fascista.