The qualification of a landscape requires the existence of that landscape to be able to come true. Often the terminological confusion between “landscape”, “view” and “environment” is such as to invalidate the outcome of very valid research in the field. Starting from the assumption that a landscape should be “cultural” in the symbolic perception, and “proxemic” in its practicability, there arises nowadays the problem of the interpretation of its voids, its abandonments and its aporias, according to the logic, often apparent and temporary, of their uselessness.
The redevelopment of brownfields and urban voids will thus occur taking into account: their physical and cultural dimension for the host society, their strategic synergies, the accessibilities and the functions that can produce new civilization for the new and the old landscapes.
La qualificazione di un paesaggio richiede l'esistenza stessa di quel paesaggio per poter diventare realtà. Spesso la confusione terminologica tra "vista", "paesaggio" e "ambiente" è tale da inficiare il risultato di una ricerca molto valida sul campo. Partendo dal presupposto che un paesaggio dovrebbe essere "culturale" nella percezione simbolica e "prossemico" nella sua praticità, si pone il problema al giorno d'oggi dell'interpretazione dei suoi vuoti, i suoi abbandoni e le sue aporie, secondo la logica, spesso apparente e temporanea, della loro inutilità.
La riqualificazione delle aree industriali dismesse e dei vuoti urbani sarà pertanto verificata tenendo conto: della loro dimensione fisica e culturale per la società di accoglienza, delle sinergie strategiche, del livello di accessibilità e delle funzioni che possono produrre nuova civiltà per il nuovo e il vecchio paesaggio.