La concezione del confitto nelle scienze sociali si è delineata attraverso il confronto tra due prospettive di fondo, quella "integrazionista" e quella "conflittualista". Il saggio analizza come queste due prospettive si sono tradotte e confrontate nel pensiero organizzativo. La conclusione è che l’organizzazione è un costrutto intersoggettivo in cui si incrociano costantemente dinamiche di cooperazione, competizione e conflitto. In questa arena gli attori cercano di allargare i propri gradi di libertà, di rivendicare la propria soggettività, ispirati anche da criteri di giustizia ed equità. Il conflitto diventa così una dimensione immanente dei sistemi organizzativi, una loro proprietà costitutiva. Ne possono certamente derivare tensioni e problemi, ma anche occasioni di miglioramento, crescita e ripartenza. Laddove la repressione del conflitto, nella vana ricerca di una stabilità, non può essere scambiata per pace.