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« O tu...che parlavi mo lombardo » : dialetti e letteratura in Dante

COSSUTTA, FABIO
2011
  • journal article

Periodico
LETTERATURA E DIALETTI
Abstract
Se Dante, nel "De Vulgari", ha passato in rassegna tutti i dialetti d’Italia da lui conosciuti per darne alla fine un giudizio negativo, tale giudizio – sovente interpretato come chiusura di principio a qualunque forma di letteratura o di poesia ‘dialettale’ – si rivela, confrontato con altri luoghi della "Commedia", più una constatazione ‘di fatto’ che un a priori aristocratico e/o assoluto. Ciò significa che, proprio secondo la concezione che Dante ha modo di affermare qua e là, dipende dal poeta (soprattutto se grande e ispirato) creare e costruire una lingua eccelsa per la poesia e la cultura, e molto spesso accade che il punto di partenza sia proprio il dialetto nativo o, per dir meglio, il ‘parlar materno’.
Archivio
http://hdl.handle.net/11368/2438321
Diritti
metadata only access
Soggetti
  • Dante

  • Virgilio

  • Arnaut

  • dialetti

  • poesia

  • lingua madre

Visualizzazioni
5
Data di acquisizione
Apr 19, 2024
Vedi dettagli
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