L’abbandono delle religioni tradizionali – suggerisce Mullis –, ha aperto la strada
a pericolose superstizioni. Scienziati, ecologisti e politici di ogni tendenza si sono
convinti che noi esseri umani siamo diventati i nuovi dei e, quindi, “i padroni del
pianeta”. Questa convinzione, priva di qualunque fondamento razionale, è suscitata
dall’incapacità di accettare la nostra finitudine. Poiché abbiamo paura del buio e
della morte “ci sentiamo costretti a farci grandi, e a sentirci re della creazione,
padroni di tutte le cose”.