Per gli artisti delle avanguardie storiche il cinema è il dispositivo che sovverte le arti visuali tradizionali grazie alla sua possibilità di intervenire sulla rappresentazione, trasformando le dimensioni (scala di piani) e i significati (associazioni metonimiche, dunque montaggio) di ciò che viene ripreso. Dei volti umani possono mostrare valori iconici e formali affini a quelli di un oggetto e al contempo gli oggetti inanimati possono acquisire un ritmo e una vitalità al di fuori della materia. Il film Ballet mécanique di Fernand Léger e Dudley Murphy (1924), esemplare nell’ambito dell’avanguardia europea, può risultare un interessante studio di caso sulla rappresentazione dell’inanimato a carico dell’avanguardia.