Nel 1927, in un momento storico in cui la lirica europea sembra essersi congedata dai moduli della traduzione, Karl Kraus pubblica sulla sua rivista «Die Fackel» un breve trattato in cui prende una decisa posizione a favore della rima come insostituibile elemento strutturale della poesia. La posizione di Kraus implica una teoria in cui il suono delle parole è ancora subordinato al loro significato e si legge come una utopica difesa della possibilità di pervenire al vero attraverso la potenza dell'atto linguistico.