Il saggio si incentra sulla fragilità del modello jugoslavo, in quanto tentativo di 'incapsulare il reale' in una sorta di ambiguità, condizione che ha certamente permesso l'uscita dal modello comunista e l'instaurazione del progetto democratico, ma ad un prezzo (come dimostrano le guerre fratricide) molto alto. Strumento di un'autoidentificazione radicale, la diversità sostituisce il confronto critico-razionale con quello ideologico-strumentale. Più che essere occasione di scambio e di confronto, essa finisce per diventare strumento di affermazione e attestazione della propria differenza, spesso fino alla chiusura di qualsiasi forma di dialogo.