Nell’era della transizione energetica e dei cambiamenti climatici la conoscenza del territorio, anche con mezzi non invasivi, è fondamentale per la mitigazione dei rischi delle catastrofi naturali come terremoti, frane ed esondazioni. Grazie a modelli 3D e attività interattive il pubblico ha scoperto la genesi dei terremoti e la loro interazione con l’ambiente costruito, e ha utilizzato delle strumentazioni per la misura di alcune proprietà del sottosuolo. Grazie a un modello in scala degli acquiferi del Friuli Venezia Giulia, i visitatori sono stati accompagnati nella ricerca delle acque sotterranee, per comprendere come funziona il ciclo dell’acqua e come si può proteggere e preservare la risorsa idrica. Era presente anche un laboratorio mobile di ricerca geofisica nel quale i visitatori hanno potuto utilizzare le strumentazioni che vengono usate sul campo.