Le grandi dittature del XX secolo hanno riconosciuto l’enorme potere persuasivo del cinema. In Italia, il fascismo individua nell’Istituto Luce (Unione Cinematografica Educativa) l’ente che ha il compito di documentare le opere del regime, promuovere i valori fascisti e costruire il consenso nell’opinione pubblica. Attraverso il Luce vengono diffusi i valori dell’uomo nuovo: patriottico, vitale, moderno, impavido, operoso, ecc. Attraverso l’analisi dell’archivio Luce (cinegiornali e documentari), l’articolo vuole evidenziare questi aspetti di propaganda al confine nord-orientale, proprio in quei luoghi (Gorizia, Trieste, Fiume) individuati come simboli, reali e costruiti, dell’italianità.