Nel 1638, dopo solo due anni dal suo arrivo a Roma da Tolosa, Emmanuel Maignan (1601-1676) realizzò in uno dei corridoi al piano nobile del convento di Trinità dei Monti un orologio solare a riflessione, tutt’oggi visibile e ben conservato. Sul davanzale di una delle finestre centrali rivolte a sud-est che affacciano sul chiostro, allora come oggi, si trova lo specchietto gnomonico la cui funzione è quella di riflettere i raggi solari dall’alba alle prime ore pomeridiane sulle superfici interne del corridoio sotto forma di macula luminosa. Il riflesso di luce, nella sua peregrinazione giornaliera, traguarda il complesso reticolo di linee appartenenti ai differenti sistemi orari in uso all’epoca. Il contributo analizza i differenti tracciati astronomici e il funzionamento dell'orologio solare nel suo complesso.