The paper is a review of Colin McGinn’s Mindfucking: a critique of mental manipulation. After a short introduction to McGinn’s work, the first part of the paper offers a thorough chapter-by-chapter analysis of the book. The second part follows other commentators in pointing out that several arguments in the book are not bullet-proof, and eventually suggests that the book is better appreciated as a mere philosophical divertissement. An appendix reports about recent events that led McGinn to resign his position at the University of Miami. Quest’articolo è una recensione di Mindfucking: a critique of mental manipulation di Colin McGinn. Dopo una breve introduzione al pensiero di McGinn, si offre un’analisi dettagliata del testo, capitolo per capitolo. La parte finale dell’articolo si sofferma sulla questione, da molti sottolineata, della scarsa solidità filosofica del libro. Spesso approssimativo e poco argomentato, il testo è apprezzabile come divertissement filosofico fine a se stesso, piuttosto che come rigoroso saggio di filosofia analitica. Un’appendice riporta alcuni eventi che recentemente hanno condotto McGinn a lasciare la sua cattedra all’Università di Miami.