Il contributo riguarda un commento all'art. 14 della Cedu e al Protocollo n. 12 della stessa Convenzione. Muovendo dal dettato testuale della norma in esame, si ricostruisce l'evoluzione della giurisprudenza al riguardo, corredando l'analisi con gli opportuni riferimento dottrinali. Vengono poi passate in rassegna i singoli divieti di discriminazione, alcuni dei quali danno luogo, come la giurisprudenza insegna, ad uno scrutinio particolarmente intenso. Ciò accade soprattutto per le distinzioni sulla base del sesso, dell'orientamento sessuale, della nazionalità, della razza e dell'origine etnica e infine della nascita.