Il saggio dà conto delle presenze dei fiori rosa e viola in italiano antico (fino alla fine del XIV secolo) e presenta le attribuzioni e le collocazioni più frequenti a loro associate; dove possibile, si è fatto ricorso a repertori lessicografici e a banche dati anche latine e di altre lingue romanze. Partendo dalla considerazione che l’associazione di colori ai due fiori nel corso dei primi secoli è sporadica e apparentemente incoerente, la riflessione si concentra sulla denominazione dei colori attribuiti. Verificato che l’ingresso in lingua italiana degli aggettivi (e dei nomi) rosa e viola come denominatori di colori è abbastanza recente, si arriva a concludere che nel corso del Trecento l’attribuzione coloristica diventa gradualmente meno simbolica e più attinente al reale.