Il supposto principio del concorso delle azioni, contrattuale e aquiliana, sembra, in effetti, ridursi ad una regola di limitata portata settoriale. Nel trasporto internazionale tale principio non opera, data la
soluzione offerta dal diritto uniforme, che importa la parificazione di ogni tipo di azione ai fini dell'osservanza delle limitazioni convenzionali del debito risarcitorio: disciplina, questa, basata sullo «status» di vettore, ed estesa a dipendenti, preposti e vettori di fatto, per cui si rende inutile l'aquiliana. Nel diritto interno, appare corretta l'interpretazione adeguatrice al diritto uniforme in quanto non ostacolata da un principio che, nello stesso diritto interno, non esiste. Di conseguenza, nell'economia della citata decisione n. 1521 del 1983 della Cassazione è stato sufficiente, per escludere l'aquiliana, il semplice rilievo sulle limitazioni del debito risarcitorio derivanti dal diritto uniforme. Ma alla stessa conclusione negativa sulla proponibilità dell'aquiliana avrebbe condotto l'esame del problema del concorso delle azioni nell'ordinamento giuridico interno.