Per secoli, prima che la filologia ottocentesca mettesse ordine nelle attribuzioni, il volgarizzamento del De viris illustribus di Petrarca realizzato da Donato degli Albanzani (Pratovecchio, ante 1328 – Ferrara, post 1411) fu considerato a tutti gli effetti petrarchesco: un equivoco nato già nella tradizione manoscritta e definitivamente sancito dall’editio princeps del 1476, curata da Felice Feliciano e intitolata Libro degli homini famosi compillato per lo inclyto poeta miser Francisco Petrarca. In vista di una nuova edizione, quantomai auspicabile, il progetto di ricerca finanziato dall’assegno si è concentrato sulla catalogazione completa di tutti i testimoni dell’opera: il numero dei codici è così salito a 45 (più del doppio rispetto al breve censimento effettuato da Domenico Rossetti nel 1828). L’indagine sulla tradizione ha permesso di comprendere la struttura dell’opera e la sua straordinaria diffusione nell’Italia del XV secolo, nonché di arrivare a una nuova datazione del volgarizzamento, anticipata di un decennio rispetto all’ipotesi tradizionale.