In questo saggio discuto una serie di assunzioni semiotiche e ontologiche implicite nelle teorie della norma giuridica, del diritto e della logica normativa di Giovanni B. Ratti, sviluppate nei lavori che formano parte delle due raccolte Diritto, indeterminatezza, indecidibilità e Studi sulla logica del diritto e della scienza giuridica. Sostengo che il giusrealismo dell’autore corra il rischio di condurre a un’indebita reificazione delle norme per poterle trattare come oggetti di relazioni sintattiche e insiemistiche, e debba far fronte al dilemma “regulism vs. regularism” formulato da Robert Brandom sulla base delle analisi della normatività di Ludwig Wittgenstein.