I più recenti documenti di programmazione e gestione
della pesca e dell’acquacoltura adottati in ambito
comunitario e nazionale fissano quale obiettivo fondamentale
da perseguire quello di garantire la sostenibilità
delle attività. Realizzare uno sviluppo del
settore della pesca che riesca “a soddisfare i bisogni
del presente senza compromettere la capacità delle
generazioni future di soddisfare i propri bisogni”1 significa
gestire la pesca in modo da mantenere inalterate
tutte quelle funzioni ambientali che, a loro volta,
contribuiscono al benessere umano e assicurano la
sopravvivenza dell’attività garantendo la salute degli
ecosistemi interessati. Il concetto informatore di questo
modello di sviluppo, compatibile con le esigenze
di tutela e salvaguardia delle risorse, ripropone una
visione nella quale il fine ultimo è rappresentato dal
raggiungimento di una migliore qualità della vita, dalla
diffusione di una prosperità crescente ed equa, dal
conseguimento di un livello ambientale non dannoso
per l’uomo e per le altre specie viventi e nel quale sia
possibile una più equa accessibilità alle risorse.