Questa edizione riunisce per la prima volta in un unico volume tutti gli scritti di Rainer Maria Rilke sull’arte e sulla letteratura, permettendo così al lettore italiano di inoltrarsi nella complessità e nella ricchezza dell’estetica di uno dei più grandi poeti della Fin de siècle. Nelle Lettere su Cézanne Rilke scrive:
“Non è affatto la pittura che studio [...] È la svolta che ho riconosciuto in questa pittura perché si tratta della stessa che ho appena raggiunto nel mio lavoro [...] Non ha il diritto di scrivere di quadri colui che [...] li considera da un punto di vista così personale.” In ogni quadro, in ogni poesia, in ogni racconto e in ogni scultura Rilke cerca sempre di ritrovare se stesso, di vedere espressa con strumenti e modalità differenti la stessa “svolta” (Wendung) che vive nel suo animo, la sensibilità e la visione dell’esistenza e dell’arte che sono impresse nella sua interiorità. E questa affinità egli sembra trovarla nelle espressioni d’arte più diverse, nei dipinti, nelle sculture, nelle opere letterarie di autori tra loro assai distanti.
Il poeta compone solo due monografie, dedicate rispettivamente a Rodin e alla pittura di Worpswede, ma nei suoi scritti si sofferma su una miriade di scrittori e artisti del XX secolo, da Thomas Mann a Hermann Hesse, da Nietzsche a Maeterlink e Cézanne, scrive di Tolstoj e delle icone, del teatro belga, della letteratura scandinava, tedesca, francese e italiana.