Il saggio prende in esame il fenomeno della violenza domestica tra coniugi nel mondo ebraico italiano durante il Medioevo sulla base della documentazione archivistica, ricca in alcune zone d'Italia e rara in altre. Sono prese in esame le accuse di violenza fisica e verbale a carico dei mariti, imputazioni simili a quelle testimoniate nel coevo mondo cristiano. Le donne si spostavano per il matrimonio in aree geografiche sovente distanti dal luogo d'origine dovendo inserirsi in luoghi caratterizzati da diversi contesti economici e sociali con la conseguenza nascita di dissidi all'interno del nucleo familiare. Informazioni sulla vita di coppia e sulle difficoltà incontrate dalla componente femminile si desumono dalle carte di divorzio, dagli atti di ultima volontà e dal rifiuto da parte dei figli o della famiglia del marito di restituire alle vedove la dote necessaria per convolare a nuove nozze. La violenza poteva infine colpire le donne delle comunità ebraiche nell'esercizio del loro lavoro in particolar modo in quello di prestatrici.