L’articolo esamina un frammento petroniano dell’Anthologia Latina (AL 464 R2 = 55 Z) secondo l’interpretazione che ne diede Giovanni Pascoli, il quale lo aveva antologizzato in Lyra. Egli accostava il proverbio che l’epigramma contiene a un motto toscano. Pascoli sembra dunque pensare a una collocazione del carme nel contesto erotico del Satyricon (sulla base anche di alcuni epigrammi di argomento omoerotico) ed ovviamente non tiene conto della posizione del carme stesso nella silloge petroniana di Anthologia Vossiana: in virtù di tale posizione, il medesimo epigramma potrebbe essere interpretato quale carme proemiale di silloge, così come sembrano suggerire le probabili citazioni del carme da parte di Plinio il Giovane e di Isidoro di Siviglia.