Il contributo trae spunto dalla sentenza Cass. n. 3291/2016 che ha riconosciuto ad una lavoratrice. La decisione in commento offre lo spunto per definire i contorni di questa fattispecie, mutuata dalla scienza medica, ma posta in una posizione di secondo piano rispetto al "mobbing", e mostra il "favor" della giurisprudenza verso un ampliamento della tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro di fronte ai comportamenti datoriali che in violazione dell'art. 2087 c.c. possono cagionare un danno alla loro salute psico-fisica