Le forme del potere amministrativo territoriale in vigore in Italia derivano dalla legge 56 del 2014. Tale norma ha introdotto le Città metropolitane e ha individuato in queste ultime – non previste per tutte le Regioni – il nuovo riferimento nella guida delle singole pertinenze regionali. Gli anni seguenti hanno visto un’applicazione lenta, differenziata e confusa della legge, cosa che ha prodotto da un lato uno stato di disorientamento e di in- certezza e dall’altro la richiesta di maggiori spazi di autonomia («differenziata») da parte di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, cui si sono accodate gran parte delle altre regioni.
Tale situazione, potenzialmente eversiva dei rapporti fra centro e periferia, è stata bloccata dall’epidemia Covid-19. La diffusione del virus e le conseguenze sulla popolazione e sul Paese hanno mostrato i limiti del nuovo ordinamento territoriale amministrativo. Ciò ha riguardato le relazioni fra Stato e Regioni, quelle tra queste ultime e le ripartizioni ex provinciali, la mancata funzionalità delle Città metropolitane.