L’intervento verte sugli scritti danteschi del grande comparatista russo Aleksandr N. Veselovskij, in particolare su quello più
complesso e metodologicamente avanzato, dal titolo Sospesi, ignavi e indifferenti nell’inferno dantesco (1888). Si
tratta di un lungo intervento che appartiene alla fase matura degli studi di Veselovskij, il quale si dedicò a Dante fin dall’avvio
della propria attività, con studi solo in parte minima conosciuti in Occidente, perché scritti in russo e mai tradotti. Nello scritto
in questione, dedicato alla tipologia dei peccatori ‘ambigui’ della Commedia e di una lunga serie di visioni e viaggi ultraterreni
della letteratura medievale, il moscovita mette a frutto le indagini sul folclore proprie della scuola di Fëdor Buslaev, in cui si
era formato, e l’aggiornata conoscenza della Kulturgeschichte acquisita nei suoi soggiorni in Germania e in Italia. Soprattutto,
egli approda a posizioni già formalistiche, col censimento dei motivi leggendari ripresi da Dante e la valutazione del grado di
originalità rispetto alla tradizione.