E' ormai ricorrente, in sede politica e nel dibattito pubblico in generale, l’idea di associare ai risultati conseguiti nel contrasto all’evasione l’auspicio a una riduzione della pressione fiscale. Si è così fatta strada, comprensibilmente, la convinzione che occorra “pagare tutti per pagare meno”. Tuttavia, questa convinzione sottende alcune fallacie, che si collegano alla fuorviante visione dell’imposta come “debito collettivo” (per cui le quote inevase andrebbero automaticamente a gravare sugli altri condebitori), e alla presunta sussistenza di automatismi restitutori, in grado di riversare i maggiori introiti da accertamento sulla collettività. Le criticità connesse al funzionamento del “Fondo per la riduzione della pressione fiscale” non fanno che confermare le difficoltà, sia di ordine politico che di carattere tecnico, di correlare il gettito della “lotta all’evasione” a una riduzione delle imposte dovute dalla generalità dei consociati.