La memoria costituisce il fondamento dell’identità, garantendo continuità tra passato e presente e permettendo all’individuo di attribuire senso alla propria esistenza. Nelle società segnate dalla guerra, come la Somalia, la ricostruzione delle storie di vita rafforza l’identità collettiva e preserva la memoria di un mondo scomparso. I sopravvissuti diventano custodi di un patrimonio culturale indispensabile per le generazioni future. Scrivere le me¬morie è necessario per sottrarle all’oblio e mantenere viva la coscienza storica. Il linguaggio, fondamento della soggettività, permette di organizzare i ricordi e di dare forma al sé. La sua povertà, però, limita la capacità di narrazione e indebolisce la costruzione identitaria. Le storie orali e scritte sono dispositivi di ricomposizione individuale e collettiva. Le memorie mi¬gratorie dei somali mostrano il legame tra trauma, perdita e ricerca di appartenenza. L’oblio coloniale italiano accentua l’assenza di riconoscimento verso questi soggetti. Ricordare e narrare diventa così un atto politico e culturale di rigenerazione della memoria condivisa.