Molte sono le strategie elaborate al fine di riempire di senso il buco nero dell’incognita “morte”, conferendole almeno una intellegibilità su cui poter ragionare. Un metodo è consistito nel separare la materia, visibile, sensibile, fatiscente, da ciò che è invisibile, soggetto a deterioramento non fisico, ma eventualmente morale: il corpo, quindi da una parte, e il “soffio” che rende ragione dell’Essere – si dica pure “anima”, “intelletto”, “coscienza”, “spirito”.