Il presente contributo esamina la rappresentazione dell’invecchiamento e della mobilità femminile nel road movie italiano contemporaneo, con particolare attenzione alle figure di donne anziane protagoniste. Tali rappresentazioni costituiscono una doppia anomalia: da un lato, la rigenderizzazione di un genere tradizionalmente dominato da personaggi maschili e connotato da un immaginario patriarcale; dall’altro, la presenza di donne oltre i 55 anni, fascia d’età generalmente sottorappresentata nel cinema italiano. Sebbene il road movie internazionale abbia occasionalmente proposto variazioni sul modello maschile e giovanile — come in Thelma & Louise (Ridley Scott, 1991) o Mammuth (de Kervern e Delépine, 2010) — l’intersezione tra genere femminile e invecchiamento rimane scarsamente esplorata, sia nella produzione cinematografica sia negli studi accademici. Muovendo dal lavoro di Bernadette Luciano (2023), che ha analizzato tre film italiani con protagoniste anziane, questo saggio propone una lettura complementare fondata sui quadri della gerontologia culturale e della teoria dei generi cinematografici. Attraverso il close reading di Acqua e anice (Corrado Ceron, 2022) e il riferimento ad altri titoli italiani del genere, il contributo mostra come la rappresentazione delle protagoniste resti vincolata a modelli narrativi che enfatizzano l’alterità e il declino legati all’età. Si evidenzia infine come il cronotopo della strada, fondamento del genere, mantenga una struttura simbolica patriarcale che limita la possibilità di una piena agency femminile, perpetuando stereotipi genderizzati e ageisti nella rappresentazione delle donne viaggiatrici.