I versi 31-40 della VI ecloga sono profondamente influenzati dalla poesia lucreziana e dall'epicureismo. Servio nel commentarli ci offre uno scolio di grande interesse, che si apre con una parte dossografica e prosegue con l'analisi della cosmogonia proposta da Sileno. Giustamente i commentatori moderni (ma anche Servio, implicitamente) riconoscono però anche la presenza di elementi empedoclei nei versi virgiliani. Un'analisi approfondita della scoliastica virgiliana antica rivela che già ps. Probo, in una lunga e problematica nota, individuava la difficoltà insita nel testo virgiliano e la risolveva in modo opposto a Servio, interpretando, cioè, il passo virgiliano secondo la filosofia empedoclea.