Il presente elaborato, partendo dalle riflessioni del drammaturgo e psichiatra argentino Eduardo Pavlovsky, si sofferma sui significati che egli attribuisce all'"istituzionalizzazione della violenza” in contesto latinoamericano. Quest’ultimo inquadra il problema della violenza e i derivati ad essa connessi (repressione, tortura...) partendo dallo studio di quei meccanismi di produzione di soggettività istituzionale che trasforma in normale ciò che è ‘mostruoso’. In questo senso considera che a nulla serve analizzare le patologie individuali dei violenti piuttosto propone di studiare ciò che definisce “logica di affezioni” nella totalità delle condotte. Il testo teatrale El señor Galíndez di Pavlovsky esemplifica quanto scritto e si colloca, dal punto di vista temporale, negli anni ’70, poco prima della dittatura argentina.